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    Villastellone, daspo urbano per chi va con le prostitute, parla una delle ragazze

    Villastellone, daspo urbano per chi va con le prostitute, parla una delle ragazze

    Villastellone, daspo urbano per chi va con le prostitute, parla una delle ragazze

    Da qualche mese a Villastellone è scattato il Daspo Urbano contro la prostituzione per strada.

    Molti cittadini, a detta delle istituzioni avevano denunciato già da tempo il fenomeno, arginato dunque con un provvedimento che aveva avuto esito favorevole anche da parte dell’opposizione in Consiglio Comunale.

    Alla prima segnalazione, i vigili o i carabinieri emettono al soggetto una sanzione fra i 100 e i 300 euro e impongono l’allontanamento per 48 ore dal territorio comunale. In caso di recidiva entra in gioco la Questura e si dispone al soggetto il divieto di accesso totale al territorio comunale per 12 mesi, 24 se ha già riportato condanne. In caso di ulteriore recidiva, viene disposto l’arresto fino a un anno o due se già pregiudicato. Queste le regole previste dall’adottamento del Decreto Minniti.

    «Villastellone è il primo Comune della Città metropolitana di Torino a introdurre questo strumento -aveva spiegato il Vicesindaco con delega alla sicurezza, Domenico Ristaino– La norma non parla esplicitamente di prostituzione ma più genericamente di condotte moleste e minaccia al decoro urbano, in cui queste ricadono ampiamente: non si punisce quindi la persona ma i comportamenti. Questo può essere di grande aiuto perché, in passato, le periodiche retate effettuate dalle forze dell’ordine finivano in un nulla di fatto a fronte della dichiarazione delle ragazze di non essere sfruttate ma di lavorare liberamente».

    Abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con una delle ragazze per sapere cosa ne pensano loro.

    La ragazza ci ha confermato che sì, Villastellone sarà ripulita dalle prostitute: “A Villastellone le mandano via, lo so perchè ogni tanto lavoro in quella zona. Le conosco. Sono tre ragazze che vengono dalla Romania. Anche a Stupinigi, sulla strada che porta al Castello le hanno cacciate.”

    Le abbiamo chiesto quali contromisure adottano le ragazze per poter continuare a lavorare.

    “Molte iniziano a lavorare in casa. Sono costrette, altre non lo so, o si spostano in altre zone o non lo so.”

    L’abbiamo incalzata sul tema deile case chiuse come si usava una volta per capire la sua posizione e la sua risposta è stata secca: “Io sono a favore certo. Verremmo tutelate, pagheremmo le tasse come giusto che sia e non saremmo in queste condizioni.”

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