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Allegri, una punizione mediatica che non merita

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Allegri, una punizione mediatica che non merita

Massimiliano Allegri, attuale tecnico della Juventus, da quando è approdato alla Juventus, ma forse già ai tempi del Milan è stato sempre bersaglio di critiche ed esamine a lui sfavorevoli, nonostante il suo palmares vanti sei scudetti, due finali di Champions League e altri trofei di importanza minore.

Quello che stupisce è l’accanimento con cui colleghi, giornalisti e tifosi si scaglino contro Massimiliano, trattandolo come l’ultimo degli allenatori meritevoli di uno spazio luccicante all’interno del panorama calcistico sia della Juventus che a livello internazionale, sia ai giorni nostri che nell’arco di tutta l’era calcistica.

Non brilla per gioco, è un dato di fatto, può irritare, ma la cattiveria che infuria sui social e in TV mi pare fuori luogo al cospetto di un curriculum che parla da solo.
Come si faccia a non dare credito a tali risultati fermandosi all’ultima prestazione sportiva per condannarlo quasi a peggior allenatore della storia per me è un mistero.

Anche nella suddetta stagione Massimiliano sul campo ha guadagnato 59 punti, meritandosi il vertice dei primi tre in classifica, senza contare che la penalizzazione inferta ai bianconeri non può non avere provocato uno scossone in senso negativo a tutto il gruppo frenando la rincorsa che da gennaio Massimiliano stava cavalcando.

Pare assurdo non tanto la critica ma la crudeltà con cui questa viene sferrata.
Ci chiediamo cosa farebbero Cassano, Pistocchi, Adani e gli altri suoi nemici al suo posto.

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