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Dracula di Giovanni Cugliari Cap 4

DRACULA di Giovanni Cugliari Cap 5

Dracula di Giovanni Cugliari

Cap 4

 

Mentre rompevo la salsiccia in giardino per Luna, arrivò Maria Teresa. Era meno agitata di prima, ma si vedeva l’entusiasmo esploderle dentro le pupille.

Le rivolsi un sorriso.

“Perchè ride?”

“Apri la rubrica. Cerca il Sig. Willshare, è il Direttore del British Museum, chiamalo e digli che gli consegnerò un primo rapporto il più presto possibile, probabile, fine di questa settimana.”

“Direttore oggi è sabato…” Maria Teresa mi guardò con un sorriso da smorfiosa.

“Allora muoviti,” le ordinai “Prendi il pc, la macchina fotografica e seguimi!”

“Va bene!”

Aveva detto va bene ma se ne stava impalata a fissarmi.

“Cosa fai ancora qui? Muoviti!”

“Si giusto! Vado!”

“Signore prega per lei…” Dissi a bassa voce.

Ci recammo sulla vetta di una collina, la quale era circondata da delle piccole villette e un rigagnolo artificiale irrigava i vigneti che si allungavano per tutti i pendii verdi.

“Scatta!” Le dissi.

“Scatto?” Mi rispose lei.

“Si scatta!”

“E cosa scatto?”

“I rigagnoli, i vigneti, gli animali, tutto!”

“Sta scherzando?”

“Per Dio Teresa, vuoi scattare sti maledetti rigagnoli?”

“Sarebbe questa per lei la fonte dell’eterna giovinezza?”

“No ma tu scatta!”

“Va bene va bene, non si agiti…”

Maria Teresa scattò le foto che gli ordinai, io intanto mi appartai e fumai la mia pipa.

“Fatto. Ora?” Maria Teresa non era soddisfatta. Credeva avessi già la risposta a tutto e non è che si sbagliasse di tanto, perché – a ragion veduta il British Museum mi chiedeva di fare ricerche – avevo già condotto delle indagini per conto mio tempo prima.

“Non pensavo fossi uno da pipa.” Asserì.

Mi voltai verso di lei, gli soffiai il fumo in faccia e le risposi: “Non lo pensa nessuno di un giovane, ma a me non frega. Mi piace.”

“Sono vere le voci che si sentono in giro su di te?”

“Quali voci?”

“Che…si insomma…sei uno potente…”

“Potente è sempre relativo. E poi che t’importa?”

“Beh lavoro per te. Avrò il diritto di fare un paio di domande almeno, no?”

“Alcune esperienze mi hanno messo sotto la lente d’ingrandimento di gente potente,” le confessai, “ma non è una mia ambizione diretta. Essere potenti significa solo avere meno rotture di coglioni e magari riuscire a proteggere qualcuno che ami. Il resto non conta niente.”

“E tu chi ami?”

“Ma che hai oggi? Le domandai seccato. “Ti è presa la vena investigativa?”

“Perchè sei così misterioso, si…insomma, non ti lasci conoscere molto…”

“Sono fatto così.”

“Tu sai dov’è?”

“Che cosa?”

“La fonte.”

“Penso di si.”

“Quindi esiste per davvero?”

“Esistono tante cose per davvero che la gente non si immagina.”

“Quindi sono vere le voci su di te?”

“Ancora?”

“Va bene basta basta, prometto di stare zitta!”

Maria Teresa mi allungò la macchina fotografica. “Penso ci sia tutto.”

Torniamo alla macchina,” le dissi, “Vedrò di soddisfare un po’ la tua curiosità su questa faccenda ma acqua in bocca!”

“A ragion veduta!”

“Non sei spiritosa.”

“Uffi! Che noia che sei!”

“Dai andiamo!”

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