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Il mercato dei ricatti finanziari, da Santanché a Casaleggio, Renzi fino a Casalino

Il mercato dei ricatti dei dati finanziari

Il mercato dei ricatti finanziari, da Santanché a Casaleggio, Renzi fino a Casalino

Il mercato dei ricatti finanziari, da Santanché a Casaleggio, Renzi fino a Casilino.

Dall’intermediazione di bonifici familiari alle consulenze finanziarie provenienti da paradisi fiscali, il mercato nero delle segnalazioni di operazioni sospette (Sos) è oggetto di un’inchiesta condotta dalla Procura di Perugia, attualmente per accesso abusivo a sistemi informatici. Dietro un incomprensibile codice alfanumerico si cela un tesoro di informazioni, alcune rilevanti a livello giudiziario e altre meno, ma sempre utilizzabili sia in contesto privato che pubblico.

Tra queste segnalazioni vi è il numero di protocollo UF201700000000385948, riferito a una Sos presentata da un intermediario bancario contro Marco Carrai. La segnalazione includeva una descrizione di un’attività sospetta – un bonifico estero di 500.000 euro sul suo conto personale – e le ragioni del sospetto: importi anomali e assenza di causale.

Secondo la prassi, la successiva relazione tecnica dell’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia, inviata al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, contestualizza la segnalazione. È poi compito della Guardia di Finanza collegare queste informazioni grezze alle indagini giudiziarie, informare i pubblici ministeri e sviluppare i dati “interessanti”.

Nel caso di Carrai, tre Sos sono state ritenute meritevoli di “approfondimento” a causa delle “reiterate anomalie”. Durante l’analisi, la Guardia di Finanza ha scoperto nel 2019 anche l’emissione “altrettanto anomala di un assegno circolare” da 5.000 euro richiesto da Carrai a favore di una nuova impresa di consulenza la cui titolare effettiva e amministratrice unica era il senatore Matteo Renzi. Pertanto, l’estratto del conto corrente di Renzi con dettagli sui bonifici dal 2018 al 2020, inclusi quelli famosi provenienti dall’Arabia Saudita, è stato allegato alla Sos. Queste informazioni sono state ottenute dall’anagrafe tributaria, dalle dichiarazioni dei redditi, dall’elenco delle fatture e dagli atti notarili.

Renzi è stato coinvolto anche in altre Sos, motivo per cui da anni denuncia operazioni di dossieraggio. Ha persino indotto il Senato a sollevare una questione di conflitto di poteri davanti alla Corte Costituzionale, che ha stabilito la legittimità dell’acquisizione dell’estratto conto poiché è stato allegato alla Sos dalla stessa Banca d’Italia, che lo ha ottenuto dal suo database.

Tuttavia, dati sensibili di questa natura sono uno dei punti focali delle centinaia di ricerche informatiche attualmente sotto indagine da parte della Procura di Perugia. Parte di queste ricerche sono state effettuate nel database della Procura Nazionale Antimafia e parte nel database della Guardia di Finanza. Pertanto, le informazioni provenienti dalle Sos possono prendere due strade diverse: una legittima nell’ambito delle indagini giudiziarie e l’altra parallela, abusiva e con finalità improprie, che potrebbe sfociare in minacce e ricatti.

Negli ultimi anni, le Sos che coinvolgono personaggi politici sono diventate di dominio pubblico. Ad esempio, la Sos relativa al Ministro Crosetto, da cui ha preso il via l’indagine, riguardava 1,8 milioni di euro ricevuti tra il 2018 e il 2021 nel contesto della sua attività professionale presso Leonardo, un colosso pubblico dell’industria militare.

Ma il Mercato dei Ricatti Finanziari non finisce qui. Con una Sos collegata all’inchiesta fiorentina su Renzi, sono stati segnalati pagamenti della Moby dell’armatore Vincenzo Onorato a Grillo e Casaleggio per un totale di 850.000 euro, nell’ambito di “accordi di partnership” e consulenze. I bonifici sono stati ritenuti sospetti sia per gli importi, sia per la descrizione generica della prestazione ricevuta, ma anche perché erano destinati a persone politicamente esposte. La segnalazione ipotizzava un tentativo di influenzare una forza politica al governo per sostenere una campagna volta a modificare le norme sull’imbarco dei marittimi sulle navi italiane. Questo caso è poi stato sviluppato a Milano, con l’archiviazione per Casaleggio e l’accusa di traffico di influenze illecite per Grillo.

Nel 2021, Rocco Casalino, ex portavoce del premier Conte, è finito nella lista delle Sos in quanto considerato un “soggetto politicamente esposto”. Una banca ha segnalato all’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia la presenza di 126 bonifici. Alcuni di modesto importo e destinati al compagno Josè Carlos Alvarez Aguila, un cameriere cubano che era stato oggetto di una precedente Sos per operazioni di trading online. Non sono seguite conseguenze giudiziarie e Casalino ha commentato: “Sono stato segnalato per aver spostato i miei soldi dalla banca alla Posta”. Oggi, intervistato dall’Huffington Post, afferma: “Quando me lo dissero, è stata immediata l’impressione di qualcosa di molto strano”. Anche Conte è stato oggetto di una segnalazione per questioni fiscali nel 2018, prima di diventare premier.

L’ultima Sos riguarda la ministra Daniela Santanchè, coinvolta in una lucrosa transazione immobiliare di una villa a Forte dei Marmi, in società con la moglie del presidente del Senato, Ignazio La Russa. Questa operazione ha fruttato un guadagno di 1 milione di euro in meno di un’ora.

La Procura di Perugia, che ha ascoltato nuovi testimoni nei giorni scorsi, sarà incaricata di ricostruire chi e come diffondeva le Sos sul mercato e quali erano i relativi prezzi.

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