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    Raffaele Fitto difende il suo operato ma i Comuni attaccano: “Ci sono stati tolti 13 miliardi di euro su 16”

    Raffaele Fitto difende il suo operato ma Antonio Decaro attacca: "Ci sono stati tolti 13 miliardi di euro su 16"

    Raffaele Fitto difende il suo operato ma i comuni attaccano: “Ci sono stati tolti 13 miliardi di euro su 16”

    Raffaele Fitto non ammette polemiche. L’uomo di Giorgia Meloni incaricato di negoziare i fondi PNRR erogati dall’Unione Europea rivendica un atteggiamento più che positivo sia in termini di interessi nazionali sia in termini di negoziato con la Commissione e con il Parlamento Europeo.

    «Confronto con l’Ue per risolvere le questioni principali. Si sta avviando una fase che completerà il suo iter entro il 2023 e ci consentirà di ricevere 35 miliardi che è l’intera somma prevista. Dalla Commissione apprezzamento per lavoro complesso, con la terza rata 47 interventi normativi e amministrativi. All’atto di insediamento del governo – continua Fitto – abbiamo verificato 25 obiettivi raggiunti e gli altri da raggiungere, è stato un lavoro molto complesso che ha visto 47 modifiche con interventi normativi e amministrativi. Sono stati raggiunti 54 obiettivi, spostandone uno sulla quarta rata, quello sulle residenze per studenti universitari. Questo ha comportato un accordo serio e costruttivo con la Commissione Ue, apprezzato reciprocamente. Non considero positiva la costruzione di una polemica su questi obiettivi.”

    Ma a smontare la tesi di Raffaele Fitto è il numero uno dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani): Decaro.

    “Il Pnrr – dichiara Decaro – è già stato stabilito. Sono risorse che sono state già distribuite ai soggetti attuatori che sono ministeri, Agenzie dello Stato e Comuni. Anche qui, ci sono stati tolti 13 miliardi di euro su 16 e ancora non capiamo perché. Un mese fa – ha ricordato – abbiamo fatto vedere a tutti gli esponenti del Governo che i Comuni sono l’unico soggetto attuatore che sta spendendo le risorse. Per fare l’esempio degli asili nido: abbiamo impegnato risorse per il 92,4% dell’ammontare complessivo perché entro la fine di giugno abbiamo fatto le gare. Noi, quei soldi, li abbiamo impegnati. Sono arrivato a quella riunione con un mattone, era il mattone di un asilo nido che stiamo costruendo in un comune della provincia di Latina. Non so perché si tolgano i soldi ai Comuni che invece stanno lavorando e dimostrando che i soldi poi si spendono.”

    “Di quei 6 miliardi del ministero dell’Interno, 2 miliardi e mezzo li abbiamo spesi e oggi quelle risorse vengono tolte e saranno sostituite non abbiamo ancora capito come e quando – ha continuato il presidente dell’Anci sottolineando che – ci sono soggetti attuatori come i ministeri o le agenzie dello Stato che sono ferme al palo, che non hanno ancora fatto le progettazioni esecutive di quelle opere che devono realizzare. Perché toglierle ai Comuni? Mi auguro – ha aggiunto Antonio Decaro – sul reddito di Cittadinanza che, se dovessero esserci problemi di tenuta sociale, per evitare fratture dal punto di vista sociale nelle nostre comunità, il Governo faccia un passo indietro. Credo che questo sia il momento in cui dobbiamo innanzitutto tenere la comunità unita, cercare di aiutare quelle persone: è una scelta del Governo quella di ridurre il reddito di cittadinanza, eliminarlo per alcuni nuclei famigliari. Il Rdc non ha cancellato la povertà, però è stato un sistema di protezione, di contrasto alla povertà.”

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